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Analizzate le differenze funzionali cerebrali tra i due sessi

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Analizzate le differenze funzionali cerebrali tra i due sessi
USA. L'attivazione di aree del cervello diverse tra uomini e donne potrebbe spiegare le differenze di genere riscontrabili tra i disturbi psichiatrici

L'articolo "Analizzate le differenze funzionali cerebrali tra i due sessi" parla di:

  • Il flusso sanguigno nelle regioni cerebrali delle donne
  • Analisi delle immagini cerebrali
  • Risultati differenti per donne e uomini
Psico-Pratika:
Numero 139 Anno 2017

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 04 Settembre 2017

Analizzate le differenze funzionali cerebrali tra i due sessi
USA. L'attivazione di aree del cervello diverse tra uomini e donne potrebbe spiegare le differenze di genere riscontrabili tra i disturbi psichiatrici

Newport Beach, California. Tra donne e uomini esistono differenze funzionali a livello cerebrale che potrebbero spiegare come mai un genere sessuale corra più rischi dell'altro di esser colpito da specifici disturbi psichiatrici.
A sostenerlo uno studio pubblicato lo scorso 4 Agosto 2017 sulla rivista Journal of Alzheimer's Disease, condotto dallo Psichiatra Daniel G. Amen e dal suo team di ricercatori dell'Amen Clinics, in California.

Premesse dello studio. Studi precedenti di settore avevano già mostrato come negli individui di sesso femminile fosse presente un maggior flusso sanguigno in alcune regioni cerebrali. Tuttavia - affermano gli autori - si era trattato di studi perlopiù piccoli ed incoerenti.
Obiettivo della ricerca californiana è stato quello di studiare le attività cerebrali di un vasto numero di persone analizzando le differenze dovute al sesso di appartenenza.

La ricerca. Le analisi dei ricercatori dell'Amen Clinics hanno riguardato un campione di soggetti sani e 26.683 pazienti in condizioni psichiatriche varie (per esempio affetti da schizofrenia, disturbi dell'umore, ADHD, ecc.). Un sottoinsieme di 11.587 pazienti presentava informazioni diagnostiche complete.

Gli studiosi si sono concentrati su 46.034 immagini cerebrali ottenute tramite la SPECT (Single Photon Emission Computed Tomography), ovvero la Tomografia computerizzata ad emissione di fotone singolo, una tecnica di imaging grazie alla quale è possibile misurare il flusso di sangue nel cervello e stabilire, dunque, quali aree siano più attive.
I soggetti sono stati osservati sia in condizioni di riposo, sia mentre eseguivano compiti specifici. In totale sono state analizzate le attività di 128 regioni cerebrali.

Risultati. Le immagini ottenute grazie alla SPECT hanno mostrato come tra i partecipanti alla ricerca vi fossero significative differenze nel flusso di sangue in specifiche zone cerebrali, differenze collegate al sesso di appartenenza:

  • le donne presentavano un maggiore flusso - e dunque una maggiore attività - in numerose aree cerebrali, in modo particolare nelle regioni prefrontali e limbiche, quindi in quelle che sono rispettivamente collegate a ragionamento e autocontrollo (corteccia prefrontale) e comportamento ed emozioni (sistema limbico);
  • gli uomini mostravano un aumento del flusso sanguigno in quelle regioni cerebrali da cui dipendono coordinamento motorio e visione (cervelletto).

Conclusioni. Per il Dr. Amen e gli altri autori dello studio i risultati ottenuti dall'indagine dimostrano come vi siano significative differenze funzionali cerebrali tra i due sessi. La loro analisi può essere utile per comprendere anche le differenze di genere riscontrabili tra i disturbi psichiatrici. L'aumento del flusso sanguigno e quindi la maggiore attività di specifiche zone cerebrali, infatti, spiegherebbe per esempio come mai le donne hanno maggiori probabilità di esser colpite da Alzheimer e disturbi come depressione e ansia e per quale motivo gli uomini possono incorrere più facilmente in problemi comportamentali, iperattività, aggressività.

Fonte
  • Daniel G. Amen et al., "Gender-Based Cerebral Perfusion Differences in 46,034 Functional Neuroimaging Scans", articolo pubblicato su Journal of Alzheimer's Disease, 4 Agosto 2017
    content.iospress.com/articles/journal-of-alzheimers-disease/jad170432
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